Ortopedia – Screening per l’Osteoporosi

SCREENING PER L’OSTEOPOROSI  POST-MENOPAUSALE E SENILE

L’osteoporosi è una malattia scheletrica sistemica, caratterizzata da una riduzione della massa ossea con fragilità microstrutturale e conseguente aumento  del rischio di frattura. Le cause non sono ancora del tutto chiare, i fattori da considerare sono la mancanza di ormoni sessuali (nell’osteoporosi post-menopausale); l’immobilità fisica e lo scarso assorbimento di calcio e vitamina D a livello intestinale (nell’osteoporosi della senescenza).

Le ossa più interessate dalla  riduzione di tono calcico (osteopenia) sono le vertebre dorso-lombari, il femore e il polso. L’esordio clinico è sovente una frattura vertebrale o costale come esito di un trauma minore o di un semplice colpo di tosse; non meno importanti sono le possibili fratture del collo di femore e di polso.

Le fratture vertebrali dorsali sono molto frequenti, provocano dorsalgia e riduzione di statura, tali fratture necessitano di immobilizzazione transitoria in corsetto dorso-lombare, associato a terapia medica specifica. In determinati tipi di fratture esiste la possibilità di trattamento chirurgico con vertebroplastica o con la più recente cifoplastica vertebrale.

La popolazione che potrebbe essere affetta da osteoporosi è amplissima: una donna su due può esserne colpita dopo i 45 anni ed un uomo su cinque. Il 40% delle donne di età superiore ai 50 anni è destinata a sviluppare una frattura dell’anca, della colonna o del polso nel corso dell’ esistenza. Il rischio di osteoporosi e di fratture ossee aumenta con l’età: meno di un quinto delle donne di età tra i 65 ed i 74 anni presenta una riduzione della massa ossea; più del 50% delle donne di età superiore agli 85 anni risulta affetta da osteoporosi.

Le pazienti sia in post-menopausa che anziane, raramente si sottopongono ad esami di screening per l’osteoporosi, attualmente si potrebbe prevenire il rischio fratturativo ed evitare  complicanze spesso invalidanti e talora mortali. La diagnosi dell’osteoporosi è possibile mediante l’uso di densitometri a raggi X a doppia energia, la Mineralometria Ossea Computerizzata (M.O.C.) che permette di effettuare le valutazioni dei valori densitometrici.

Le donne anziane con un T-score ( Livello Densitometrico )  inferiore ai – 2.5 calcolato all’anca, hanno un rischio quindici volte aumentato di frattura del femore rispetto a donne con normale densità ossea. Tra i fattori da considerare nella valutazione di tale rischio vi sono i marker di turnover osseo ed in particolare quelli di riassorbimento osteoclastico. Questi sono in gran parte prodotti di degradazione del collagene osseo, ma anche sieroproteine ossee e fosfatasi acida tartrato resistente.

Tutti i parametri biochimici e bioumorali sono utili, non tanto nel verificare la presenza di osteoporosi, ma più che altro per verificare la buona adattabilità e responsività di un farmaco o per differenziare una osteoporosi ad alto turn-over da una a basso turn-over, tutti i pazienti osteoporotici devono eseguire le analisi di base ( Calcemia, Fosforemia, PTH paratormone, 25-OH-VITAMINA D3, Calciuria e Fosfaturia 24/ore, fosfatasi alcalina ossea, protidogramma elettroforetico + Testosterone (se uomo) e FSH (se donna) per verificare lo stato ormonale.

Attualmente la M.O.C. risulta essere il principale metodo di  investigazione e prevenzione per controllare l’evolversi dell’osteoporosi. Si consiglia di eseguirla annualmente associata ad un controllo ortopedico specialistico. In base all’esito positivo o negativo dell’esame, si procederà a programmare controlli e/o ulteriori test. Anche esami del sangue e delle urine potranno in certi casi guidare la diagnosi di malattia.

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