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L’infertilità è un grande problema umano e sociale e che affligge oggi una coppia su 4. È un numero enorme di famiglie (circa il 25%) che non riesce ad orientarsi tra le metodiche e le terapie affrontando spesso percorsi impropri, inutili o addirittura dannosi.
Tale aspetto della medicina si è prestato, in passato, prima della introduzione della Legge 40, che per certi aspetti ha messo ordine sul piano giuridico, ad una sorta di Far West riproduttivo e molte coppie sono state vittime (e talvolta lo sono ancora) di trattamenti impropri e di speculazione da parte di medici con pochi scrupoli.
Per questop motivo il Centro di Eccellenza ALTAMEDICA ha investito il proprio comitato Etico anche dell’autorità di definire un modus operandi ispirato ai più elevati principi della deontologia medica che possa garantire al paziente il massimo della qualità, serietà, onestà professionale ed intellettuale, in tutte quelle situazioni che possono prestarsi a dubbi, incertezze o che possano esporre il paziente a trattamenti inutili o dannosi.

Il Comitato Etico si pronuncia su due temi principali:

  • temi a carattere generale che coinvolgono l’attività del Centro (qui di seguito elencati i principali)
  • quesiti specifici su casi particolari

Pronunce di carattere generale:
QUESITO: fino a quale età risulta eticamente proponibile eseguire un trattamento PMA?
PRONUNCIA: stante la percentuale di successi ottenibile con le metodiche concesse dalla nostra Legislazione, sulla base della documentazione proposta dagli operatori del Centro Artemisia, il Comitato stabilisce che, per ragioni di carattere etico non è lecito eseguire una tecnica di fertilizzazione medicalmente assistita (di tipo FIVET-ICSI) in considerazione dei bassi risultati ottenibili con queste tecniche dal 43° anno di età. Si ritiene infatti non giustificabile il costo-beneficio di una tecnica in vitro. Tale limite temporale evita di produrre false illusioni nella coppia e non la espone ad una procedura che può ritenersi prevalentemente lucrativa.
In considerazione, peraltro dei risultati presentati sull’applicazione delle tecniche “in vivo”  , l’età al limite dei 43 anni può essere superata e la procedura può essere eseguita solo nei casi in cui gli esami eseguiti sulla riserva ovarica stabiliscano una ragionevole possibilità di successo.

QUESITO: è lecito che il Centro si esprima attraverso i media su temi sensibili?
PRONUNCIA: è lecito esclusivamente rispondere su quesiti posti dai media. Non è invece lecito: a) sollecitare pubblicità attraverso l’uso del media, b) intervenire su temi che diano scandalo, c) esprimere giudizi contrari alla morale cattolica.

QUESITO: a seguito della pronuncia del TAR Lazio che interpreta la Legge 40 e le Linee Guida consentendo la diagnosi pre-impianto, è lecito moralmente eseguirla?
PRONUNCIA: è lecito attenersi alle disposizioni di legge che consentono la diagnosi pre-impianto anche di tipo non osservazionale ma non è lecita alcuna selezione embrionale. La diagnosi pre-impianto di tipo genetico può essere eseguita pertanto solo in determinate particolari condizioni ( coppie portatrici di malattie genetiche) ma i genitori devono aver ben compreso ed accettato che, qualsiasi fosse la risposta dell’esame genetico pre-impianto, essi devono accettare la gravidanza. La finalità della diagnosi pre-impianto sarà solo quella di preparare psicologicamente la coppia all’arrivo del concepito, qualsiasi sia il suo stato.
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