La chirurgia proctologica è la branca della chirurgia che si occupa dei disturbi del tratto ano-rettale.

Le patologie ano-rettali che possono richiedere un trattamento chirurgico sono numerose:  Tumori, i Prolassi ed i Rettoceli, le Cisti pilonidali sacro-coccigee, gli Ascessi e le Fistole anali, le Ragadi, le Emorroidi, le Stenosi anali, l’Incontinenza, , i Condilomi da HPV etc…

Le tecniche chirurgiche sono ormai ben codificate anche se vengono continuamente arricchite da tecnologie nuove che permettono di semplificare i procedimenti e ridurre al minimo il disagio per il paziente. Le patologie di più frequente osservazione come le emorroidi, le ragadi, le fistole ed i condilomi possono oggi quasi sempre essere operate in regime di day-hospital, cioè senza ricovero notturno.

La patologia emorroidaria

Le emorroidi sono cuscinetti venosi del tratto interno del canale anale presenti in tutti gli esseri umani. La patologia emorroidaria costituisce la patologia proctologica più diffusa. Si parla di patologia emorroidaria quando il tessuto emorroidario aumenta troppo di volume e prolassa all’esterno, comincia a sanguinare o, ancora, quando al suo interno si forma un trombo ,cioè un coagulo ,dolente. Si associa sempre al prolasso della mucosa del retto che favorisce la fuoriuscita delle emorroidi.L’elevata incidenza e la specificità dei sintomi richiedono una diagnosi approfondita che escluda altre patologie del tratto digestivo inferiore, con particolare riguardo alle neoplasie.

I principali sintomi sono: 

  • sanguinamento
  • dolore
  • edema
  • congestione
  • prolasso
  • prurito anale
  • perdite di muco-sierose
  • sensazione di fastidio anale

In generale i trattamenti per le emorroidi possono essere divisi in 3 gruppi:

  • Trattamenti conservativi e preventivi
  • Metodi parachirurgici o ambulatoriali
  • Tecniche chirurgiche rivolte alla correzione del prolasso rettale senza quindi creare dolorose ferite nel canale anale.

La ragade anale

La ragade anale è una piccola ferita nascosta tra le pliche dell’ano,in genere in sede posteriore, con scarsa tendenza alla guarigione spontanea. Ciò si verifica perchè la contrattura dello sfintere anale interno ostacola la cicatrizzazione.

Sebbene non sia una patologia grave, la ragade anale è un disturbo molto doloroso e proprio la sua dolorosità determina una serie di problemi collaterali. Il dolore si presenta ,durante  la  defecazione e aumenta caratteristicamente subito dopo, per cui il paziente tende a trattenere le feci e questo provoca un peggioramento della lesione poiché le feci diventano sempre più abbondanti e compatte e quindi più difficili da evacuare.

Il trattamento e’ ambulatoriale,non chirurgico,usando un piccolo palloncino per rilassare il muscolo contratto.

Ascesso anale e Fistola

L’ascesso anale è un’infezione che si manifesta come una cavità colma di pus e che si forma nella regione circostante l’orifizio anale. L’ascesso anale rappresenta la fase acuta di un’infezione che origina dalle ghiandole secernenti muco presenti nel canale anale insinuandosi tra gli sfinteri anali. Dopo l’apertura esterna di un ascesso anale,si puo’ formare una fistola anale. Per questo motivo queste due infezioni vengono considerate come due stadi di una stessa malattia. Per curare un ascesso anale è necessario per prima cosa rimuovere il pus presente nella cavità infetta, creando un’apertura nella pelle vicino all’ano.

Questa semplice operazione può essere fatta ambulatorialmente dal medico con un semplice anestetico locale. Tuttavia, se l’ascesso è più profondo o se il paziente è affetto da infezioni più serie, può essere necessaria l’ospedalizzazione e un diverso tipo di anestesia. Se adeguatamente curato, l’ascesso anale non è generalmente soggetto a recidive.
La cura della fistola e’ piu’ complessa e richiede una competenza specialistica.

Condiloma anale

Il condiloma anale o condiloma acuminato o verruca anale è una lesione tumorale benigna causata da virus del tipo Papillomavirus. Queste lesioni che possono interessare sia l’area attorno all’ano sia l’area genitale. Le persone affette da tale virus possono provare prurito nelle zone colpite. Le lesioni tendono a diffondersi velocemente aumentando di dimensioni. In caso si sia contratto un ceppo del virus Papilloma virus aggressivo, cioè ad alto rischio di trasformazione è possibile che tali verruche degenerino in tumori maligni del collo dell’utero, dell’ano, della vulva e in alcuni casi del pene.

E’ opportuno iniziare una terapia adeguata anche in presenza di lesioni minime poiché questa patologia raramente guarisce in modo spontaneo.
In ogni caso la scelta della terapia da adottare viene effettuata dopo una visita proctologica approfondita in base alla sede, alla tipologia e al numero delle lesioni.

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