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La sindrome di Prader-Willi (PWS) è una malattia sporadica, dovuta a una microdelezione  della regione 15q11-13 di origine paterna o da disopia uniparentale materna del cromosoma 15 (entrambe i cromosomi 15 sono di derivazione materna).

Il quadro clinico è caratterizzato da grave ipotonia,  difficoltà alla alimentazione nel periodo neonatale (da 0 a 2 anni), seguito, dopo i 2 anni, dalla comparsa di iperfagia, obesità e ritardo mentale (di solito medio).

Il ritardo cognitivo può essere più o meno grave e consiste sia in disturbi  disturbi comportamentali che del linguaggio. Gli individui affetti solitamente sono caratterizzti  anche da bassa statura e ritardo puberale. Nel 70% dei casi la sindrome di Prader-Willi origina dalla delezione della regione 15q11-13. Nel 25% dei casi è dovuta ad una disomia uniparentale materna del cromosoma 15; negli altri casi possono essere presenti traslocazioni o altri riarrangiamenti strutturali del cromosoma 15.

L’analisi molecolare è fondamentale  per una corretta diagnosi e per la consulenza genetica ai familiari del paziente, in quanto la tempestività della diagnosi consente un intervento precoce che può condizionare  la prognosi. Il trattamento è sintomatico e preventivo e mirato inizialmente al controllo dell’ipotonia e dell’alimentazione. Successivamente si effettua il trattamento dell’obesità, della scoliosi e dei disturbi comportamentali.

La terapia sostitutiva con ormone della crescita è utile sia per raggiungere una statura normale che per la riduzione della massa corporea e del peso. Se il primo figlio ha la delezione classica o la disomia uniparentale, il rischio di ricorrenza è basso (inferiore a 1 su 100). Se il padre è portatore di traslocazione (15q11-13/ altro cromosoma) o con un difetto dell’imprinting, il rischio di avere un secondo figlio affetto può arrivare al 50%.

Per questo è importante  una consulenza appropriata in grado di chiarire, sulla base dell’origine del problema, il rischio effettivo di ricorrenza. La diagnosi genetica è possibile con un attendibilità vicina al 100% ed è possibile anche la diagnosi prenatale nei casi di riarrangiamenti che interessano il cromosoma 15.



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