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La sindrome di DiGeorge è un’anomalia genetica caratterizzata da microdelezione di una regione di un cromosoma 22. Generalmente la diagnosi viene effettuata in epoca neonatale ed il bambino presenta un quadro malformativo che associa ipoplasia del timo e delle paratiroidi, cardiopatia congenita di tipo troncoconale e dimorfismi del viso sfumati ma caratteristici.

Nella sindrome velocardiofaccaile con espressione completa si associa alla cardiopatia troncoconale, palatoschisi o insufficienza del velo palatino, dimorfismi del viso e ritardo di apprendimento.
L’ipocalcemia riscontrabile in epoca neonatale tende a scomparire con la crescita Studi molecolari hanno permesso di identificare una regione cromosomica minima per la sindrome e nonostante si conoscano i geni candidati della regione critica, non vi è ancora certezza su quale sia il gene o i geni che determinano la cardiopatia, né sono ancora definitivamente chiariti i meccanismi patogenetici.

La variabilità espressiva della sindrome può essere in parte responsabile della difficoltà nell’identificazione dei casi familiari, pertanto è necessario eseguire l’analisi citogenetica molecolare anche nei genitori prima di poter concludere che un paziente affetto rappresenta una nuova mutazione.

Nella gran parte dei casi la delezione è de novo e solo nel 15-20% è possibile identificare una derivazione parentale. La delezione 22q11.2 è stata riscontrata nella maggioranza dei pazienti con Sindrome di DiGeorge, con Sindrome Velocardiofaciale di Shprintzen, con la Conotruncal Anomaly Face Syndrome, e in alcuni pazienti con Sindrome cardiofaciale di Cayler e con Opitz G/BBB syndrome.

Queste evidenze genetiche hanno determinato l’accorpamento di queste sindromi in un unico quadro con espressività clinica altamente variabile. Si possono quindi ora considerare questi quadri malformativi, che in passato venivano descritti come sindromi differenti fra loro, come facenti parte di una unica sindrome che attualmente è denominata “Sindrome da delezione 22q11.

Cardiopatie evidenziate in diagnosi prenatale con cariotipo normale necessitano di un’indagine molecolare per la verifica di eventuali delezioni nella regione denominata CATCH 22.


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