L’ecocardiografia fetale si esegue a vescica vuota, con una sonda addominale. Si utilizza sempre un ecografo di altissima qualità, fornito inoltre di un doppler pulsato, un ecocolor doppler ed un energy color doppler. I epoca precoce di gravidanza, solo se il ginecologo che esegue l’esame lo ritiene necessario, può essere utilizzata la sonda transvaginale.
L’esame ha una durata estremamente variabile che dipende dall’epoca gestazionale, dalla posizione fetale, dall’habitus materno e dalla presenza o meno di patologie.
L’ecocardiografia si esegue preferibilmente tra la 24a e la 28 settimana
In caso di dubbi o patologie specifiche può essere eseguita in qualsiasi epoca gestazionale a partire dalla 16a settimana.
Il piu’ delle volte non deve essere ripetuto ma può richiedere un consulto con un cardiologo pediatra, ciò è assolutamente indicato se da questo esame emergesse un sospetto di problematica malformativa. Si tratta della sola metodica, oggi disponibile, nel riconoscere cardiopatie fetali in utero.

Pur non potendosi riconoscere tutti i difetti cardiaci si è in grado di accertare la quasi totalità di quelli maggiori (le cosiddette cardiopatie “critiche”) e di suggerire all’equipe perinatologica il miglior metodo di assistenza. L’esame assicura inoltre un buona mappatura anche di quelle “minori”, con i limiti dovuti alle piccole dimensioni di taluni difetti interventricolari.
Questi però hanno uno scarso valore clinico. L’esame è inoltre impiegato in aritmologia fetale per studiare i difetti di ritmo e conduzione, e monitorizzare l’eventuale comparsa di uno scompenso cardiaco in utero.
Tale esame è affidato esclusivamente ad un operatore molto esperto. Solitamente e’ ginecologo con specifica formazione in cardiologia fetale o un cardiologo pediatra che si occupa di cardiologia fetale.

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